La scuola, in quanto sistema di relazioni, ha in sé, soprattutto per i minori diversamente abili, enormi potenzialità; basti pensare come la collaborazione, il confronto, l’interazione, gli obiettivi comuni tra le diverse figure professionali possono, se in sinergia e nel rispetto delle specifiche competenze, trovare e sviluppare le strategie migliori per permettere al bambino/ragazzo di crescere nella sua diversità, stimolando e attivando in lui la maggiore autonomia possibile. L’osservazione partecipe L’osservazione rappresenta uno strumento fondamentale di conoscenza dell’andamento dello sviluppo del minore. Collegi Accertamento Alunni Disabili COVID 2019 , Inclusione , Ufficio V Indicazioni per l’accertamento degli alunni con disabilità a.s. 2020-2021 in relazione all’epidemia COVID-19 L’educatore scolastico (d’ora in poi denominato E.S.) Molti minori volontariamente esprimono la voglia di “aiutare, condividere, confortare, cooperare, simpatizzare” con i coetanei. 3 likes. Anche il soggetto disabile agisce per ottenere comprensione, approvazione, lode dagli adulti e dai coetanei e, in questa sua ricerca di concreti segni di riconoscimento, trova quasi sempre il modo di fare qualcosa che possa essere apprezzato, di rendersi in qualche maniera utile, di diventare oggetto di attenzione. Può quindi contribuire all’organizzazione di eventi o uscite scolastiche. L’E.S. Il minore diversamente abile, a modo suo, con i suoi limiti e difficoltà, “sa” molte cose, ha esperienza del proprio corpo, della realtà che lo circonda e ha delle modalità personali di conoscenza dell’ambiente, di sé e degli altri, oltre che personali modalità di comunicazione. Può invece affiancare il docente, su richiesta dello stesso, per osservare le dinamiche di classe o sostenere l’attività curricolare con proprie competenze specifiche (creative, animative…). Il successo del processo educativo dell’alunno disabile è strettamente connesso al grado di integrazione che si raggiunge all’interno del gruppo classe. Una lettura di bulling e cyberbulling, Come cambia il ruolo dello psicologo in ambito scolastico, Il ruolo dell'educatore all'interno della scuola. In situazioni di disagio relazionale e di comunicazione difficile tra gli alunni e soprattutto del minore diversamente abile, l’osservazione permette all’educatore di cogliere le dinamiche interpersonali che si vengono a creare, di monitorarle ipotizzando poi le strategie più funzionali alla soluzione della situazione problematica. Rispetto agli alunni che faticano a intraprendere il tradizionale iter scolastico e/o sono a rischio di dispersione il ruolo dell’E.S. Vangelo: Gv 1,6-8.19-28. L’educatore è chiamato a riconoscere e ad ascoltare con particolare attenzione i sentimenti che ciascun minore prova e sperimenta, ad amplificarli, a dar loro voce, a completarli e, se possibile, ad attribuire loro un significato, salvaguardando così la comunicazione con il gruppo per favorire una reale integrazione. In relazione alla complessità del lavoro che gli educatori svolgono e considerando l’alto potenziale di rischio di insorgenza di fenomeni di burn out; gli incontri di supervisione, coordinati e gestiti dallo psicologo, servono proprio per affrontare e comprendere i propri stati emotivi che possono sovrapporsi e confondersi con quelli dei minori in carico. La co-progettazione ha come obiettivi principali: Situazioni diverse, quindi, che richiedono diverse modalità di approccio, ma un'unica base di partenza che esige la presenza di quattro costanti fondamentali: conoscenza, professionalità, competenza e motivazione. Diventano strumenti e stimoli da proporre e condividere con le altre figure professionali, la continuità dello scambio di informazioni e di osservazioni sull’alunno, sul gruppo classe, sulle problematiche e soprattutto sulle potenzialità presenti e la progettazione di attività comuni, dove i minori diversamente abili, attraverso percorsi didattici facilitati, possono essere significativamente presenti e partecipi. Ciò vuol dire che non è neanche ... Ritornare a scuola dopo la pandemia può creare ansia e panico negli studenti di ogni scuola e grado. La supervisione psicologica di gruppo Gli operatori scolastici, purtroppo, raramente, si avvalgono di una supervisione esterna per l’analisi e la rielaborazione di vissuti spesso dolorosi e frustranti che vivono i loro alunni e che possono, se non compresi, ricadere pesantemente nella loro pratica quotidiana. e il team docenti. Senza questi fondamentali ingredienti la prestazione erogata si ridurrebbe a una prestazione tecnica, meccanica che, se da un lato potrebbe essere uno strumento di difesa da coinvolgimenti personali troppo profondi, dall’altro svuoterebbe l’intervento della sua “essenza”. L’e ducatore scolastico (d’ora in poi denominato E.S.) Ufficio Scolastico Territoriale di Milano Chi siamo; Comunicazioni; Scuole e reti; Aree tematiche; Home > ... Apertura piattaforma dad@ per la segnalazione degli alunni disabili . L’acquisizione di strumenti psicologici mette l’educatore nella condizione di vivere il proprio ruolo in un continuo divenire, lo aiuta a eliminare rigidità e pregiudizi, rendendolo flessibile e in grado di mettersi continuamente in gioco, utilizzando chiavi di lettura e modalità di intervento adeguate al momento e alla situazione. L’’educatore di sostegno quando è pienamente inserito nell’organizzazione della scuola può svolgere la sua azione che non si limita al rapporto con il minore disabile, ma si esplica anche nel lavoro con la classe, per fungere da mediatore fra la realtà dell’alunno con handicap e i compagni, attraverso un rapporto significativo supportato dall’operatività. 6: MED/42: Medicina preventiva, riabilitativa e sociale: Iecher F. (I sem.) Ciò ai sensi degli art. Per i minori diversamente abili, soprattutto per quelli che, per diversi motivi, hanno avuto poche esperienze di vita di relazione tra pari, o hanno vissuto lunghi periodi di ospedalizzazione, la scuola è forse il luogo dove meglio di ogni altro possono essere poste le fondamenta per uno sviluppo armonioso delle loro potenzialità nel rispetto della “diversità”, tenendo conto del momento evolutivo, dei ritmi e dei tempi di sviluppo personali, ma anche della capacità di comprensione e di elaborazione di competenze diverse. facilita, quando richiesto dagli insegnanti e comunque con la loro autorizzazione, la ricerca di quanto offerto dal territorio in materia di iniziative, opportunità, risorse che possano rispondere a bisogni emersi nelle classi (relazionali, scientifiche, culturali, artistiche, ludico-ricreative ecc.). Per l’anno scolastico 2019/20, con il Decreto scuola, sono state adottate misure straordinarie a favore degli alunni con disabilità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra, Registrazione/Login Scuole, Ordini e Associazioni, Come gestire l'isolamento a scuola di mia figlia, Alcuni consigli per un sereno rientro a scuola dopo l'emergenza COVID-19, Comportamenti a rischio in adolescenza. l’assunzione di farmaci e il loro effetto diretto e collaterale. ; –    favorire l’ inserimento dell’E.S. La condivisione del Piano Educativo Individualizzato L’elaborazione del piano educativo individualizzato, se e quando è formulato, solitamente è di competenza degli organismi scolastici, della famiglia e delle ASL. lavora in sinergia ed è inserito in un’equipe di rete con i professionisti che svolgono altri interventi educativi (come i laboratori socioeducativi nelle classi o attività di counseling individuale) all’interno dell’Istituto. L’educatore si trova a interagire, oltre che con l’alunno diversamente abile anche con un gruppo di bambini/ragazzi che esprime esigenze e bisogni che vanno compresi e a cui si devono dare le risposte più appropriate. Può quindi contribuire all’organizzazione di eventi o uscite scolastiche. This Page is automatically generated based on what Facebook users are interested in, and not affiliated with or endorsed by anyone associated with the topic. Comunicazioni Dirigenti Scolastici . Ulteriori indicazioni ai Collegi Accertamento Alunni Disabili in relazione all’epidemia COVID Comunicazione: Filename : m_pi-aoodrlo-registro-ufficialeu-0030295-30-11-2020.pdf (157 KB) L’educatore lavora per recuperare e reinserire socialmente persone in difficoltà e in situazioni di disagio, che vivono per questo ai margini della società. Di primaria importanza per il lavoro successivo è quindi la relazione che si instaura tra l’E.S. Con questa definizione piuttosto forte si caratterizza il ruolo di questo professionista, che lavora solitamente con soggetti portatori di handicap psichici o fisici (adulti e minori), persone con problemi di dipendenza , anziani e anche detenuti. Informati sul nostro sito. La figura dell’ E.S., facendo dell’informalità la sua strategia educativo-relazionale, può essere utile a completare l’offerta didattica della scuola con opportunità di tipo socio-aggregativo, come i lavori a piccoli gruppi su tematiche o tecniche specifiche e sostenendo percorsi di inclusione ed integrazione fra gli alunni, per contribuire al ruolo centrale che la Scuola ha nel processo di socializzazione dei giovani. Dall’ingresso nella scuola dell’infanzia e successivamente negli altri ordini di scuola, l’alunno si trova a incontrare e conoscere una nuova immagine di sé e a fare nuove esperienze. Gli strumenti che l’educatore impara a utilizzare e affinare nell’esercizio del suo incarico privilegiano la relazione empatica, l’osservazione partecipe, la capacità di lavorare in gruppo con figure professionali diverse, la supervisione psicologica, e soprattutto l’utilizzo della famiglia come risorsa indispensabile del proprio lavoro. Nella misura in cui sono in grado di dare validi contributi, il loro coinvolgimento è importantissimo per lo sviluppo del minore. La figura dell’ E.S., facendo dell’informalità la sua strategia educativo-relazionale, può essere utile a completare l’offerta didattica della scuola con opportunità di tipo socio-aggregativo, come i lavori a piccoli gruppi su tematiche o tecniche specifiche e sostenendo percorsi di inclusione ed integrazione fra gli alunni, per contribuire al ruolo centrale che la Scuola ha nel processo di socializzazione dei giovani. L’E.S. Compito dell’educatore è considerare l’alunno e le dinamiche del gruppo in cui lo stesso è inserito. Oltre che monitorare il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati, l’educatore deve valutare anche il grado di generalizzazione delle abilità, il grado di mantenimento nel tempo delle competenze acquisite e il livello raggiunto rispetto alle capacità di autoregolazione autonoma dell’alunno nell’esecuzione di un dato compito. E’ un importante momento di riflessione e di analisi delle situazioni in carico, delle difficoltà e delle problematiche relazionali del contesto in cui gli educatori si trovano a operare. 10 comma 5 della legge n° 122 del 2010. L’educatore si allena a praticare diverse modalità di relazione, a essere dentro e fuori la relazione, impara a accogliere, senza giudicare, i sentimenti “negativi”, il dolore, la rabbia, l’aggressività dei minori, così come a comprendere e a gestire le loro richieste affettive indirizzandole a chi può realmente soddisfarle, senza il timore di farsi coinvolgere troppo. A tal fine è importante muoversi nell’ottica che qualunque manifestazione dei soggetti, anche le più inadeguate al contesto, hanno un loro significato, ovvero parlano all’educatore, manifestandogli qualcosa del Sé. Tutti i minori possono giocare, lavorare, imparare insieme in un’attività comune, ciascuno secondo il proprio specifico livello, senza fare necessariamente la stessa cosa. L’E.S. nel tessuto sociale della scuola. ; «Inclusione scolastica degli alunni con disabilità» Corso di Laurea Specialistica in Traduzione tecnico-scientifica Il processo comunicativo Background knowledge messaggio DESTINATARIO LINGUAGGIO PEDAGOGICO --- Un processo formale, istituzionale che richiede un progetto educativo Ultima news (09/12/2020) Penultima news (17/11/2020) Inviaci il tuo materiale! Corsi Educatore disabili: Emagister ti aiuta a scegliere i corsi adatti alle tue esigenze. Le relazioni che si instaurano nel contesto della scuola, si sovrappongono, si intrecciano e si influenzano vicendevolmente. Nel gruppo dei pari, infatti, la presenza dei “diversi”, impone la riduzione della dissonanza cognitiva. –    favorire le collaborazioni, sia in sede progettuale che di intervento, fra le agenzie educative rivolte ai giovani e alle loro famiglie. L’educatore lo può firmare “per presa visione” o “per condivisione”, ma la cosa importante è che partecipi al processo di progettazione delle attività da mettere in campo per favorire la piena partecipazione alla vita scolastica dello studente con disabilità, non solo dal punto di vista didattico ma anche da quello dell’integrazione sociale e dell’autonomia individuale.